Qualche giorno fa l’amministrazione Trump, che detiene la maggioranza nell’authority americana per le telecomunicazioni, la Federal Communications Commission, ha rimesso in discussione la “net neutrality”, il principio per cui ogni sito web ha diritto a libero accesso e uguale visibilità. Sen za di essa saranno i contenuti a pagamento ad avere la meglio sul resto dei contenuti accessibili sulla rete. Per poter accedere a YouTube, per fare un esempio, si potrebbe dover pagare una quota al provider internet per avere una qualità sufficiente per poter visualizzare i video. Il flusso dei dati e dei file su internet sarà deciso dagli accordi tra i colossi della rete e i big delle tlc, trasferendo ovviamente i costi sull’utente, cioè il cittadino, in assenza di regole che garantiscano la net neutrality. Con il risultato secondario di mettere un freno all’innovazione sul web.La “neutralità della rete” è l’internet di oggi, dove tutte le informazioni, che siano contenuti scritti o file audiovisivi vengono trattati ugualmente: a nessun fornitore di servizi può essere garantita una velocità maggiore rispetto ad un altro per arrivare all’utente finale. Per cui oggi Netflix, Spotify e Youtube hanno la stessa accessibilità di qualsiasi altro servizio. Senza la net neutrality, si apre la strada al dominio delle società che sono in condizione di poter pagare per avere maggiore visibilità sui propri contenuti a scapito di chi non può, dalle piccole aziende ai siti ed i blog personali. L’idea di fondo della neutralità della rete è che internet non debba seguire solo ed esclusivamente le logiche di mercato ma anche il principio dell’originalità dell’idea e del contenuto garantendo a tutti le stesse possibilità in partenza.Con questa votazione la Fcc ha rinunciato al proprio ruolo di regolatore su Internet, in favore del mercato. Nei tribunali sono state già annunciate battaglie legali ma la neutralità della rete è più che altro un tema politico perché riguarda i diritti delle imprese ma soprattutto dei cittadini. È chiaro che, se il vento cambia negli Usa, il dibattito si allargherà presto al resto del globo.

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